Il Dharma

Quando penso al Dharma, subito mi tornano alla mente le parole di mia madre, che fin da quando ero adolescente mi diceva: “Francesca dai un senso a tutto ciò che fai”.


E se durante l’adolescenza mi suonavano pesanti e quasi mi davano fastidio, col tempo ho scoperto che quelle parole in realtà sono la mia migliore guida.


Il concetto di Dharma nasce nel buddismo e nell’induismo e si rivela nell’espressione “scopo personale”. Si può tradurre in moltissimi modi diversi, il significato più vicino a Dharma è “la tua vocazione”.


La parola di per sé è composta da Varna che si può intendere come “passioni e competenze” e Seva, “servire il prossimo”.


Durante tutti i ritiri in India, i Seva erano alla base delle attività quotidiane: lavare i bagni, cucinare, riordinare, andare a fare la spesa, pulire la shala, servire il maestro.

Il semplice significato che è racchiuso nel chinare la testa al fine di pulire un pavimento o di servire il cibo a un’altra persona, lo si può sentire se si è presenti in quell’azione, se lo si fa con consapevolezza.


Nel primo ritiro nella casa del maestro Ramnik, una giornata intera è stata dedicata alla meditazione e al lavoro su Varna, sulla riflessione di ciò che ci piace fare e in cui siamo bravi.


Quando Seva e Varna si incontrano e diventano lo scopo da perseguire allora si sta seguendo il proprio Dharma.

Quando le passioni e le competenze personali incontrano i bisogni degli altri allora è qui l’essenza del Dharma: scoprire i propri talenti e metterli a disposizione degli altri.


Ognuno di noi ha un’inclinazione specifica verso determinate passioni o abilità, il Dharma risiede già dentro di noi, il viaggio che l’essere umano deve compiere per scoprirlo è dentro se stesso.

Un viaggio lungo, senza un tempo definito, fatto di silenzio, curiosità e soprattutto ascolto; di sé stessi, delle proprie emozioni e delle sensazioni che nascono quando si sta facendo anche la più semplice azione quotidiana.


L’ascolto infatti permette di capire cosa ci rende felici e produttivi senza il consenso degli altri, cosa ci fa stare bene ed è nelle nostre corde. Allo stesso modo, permette di elaborare cosa ci risulta pesante e difficile fare e si allontana dalle nostre capacità.


Tutte queste informazioni si possono raccogliere ascoltando le sensazioni nel nostro corpo e facendoci delle semplici domande. - Quando ti immagini in una circostanza specifica provi gioia? - Quando ti ci ritrovi come reagisce il tuo corpo?

Se sei nel tuo flusso riuscirai a sentire che il corpo ti manda dei messaggi chiari.


Alcuni indicatori, ad esempio, possono essere: - La vitalità, ovvero quando ti senti profondamente connesso con la situazione che stai vivendo. - Il flusso ossia quando ti senti leggero e naturalmente trasportato da ciò che stai facendo. - Il Comfort, quando provi quella magnifica sensazione di sentirti perfettamente a tuo agio, nel posto giusto al momento giusto

- La positività, che ti permette di acquisire sicurezza attraverso i tuoi punti di forza, diminuendo il senso di competizione e riuscendo a vivere le critiche in modo costruttivo e non come attacchi personali.

- Il silenzio con la bocca e con la mente, che ti permette di lasciare uno spazio a nuove scoperte; uno spazio che ti aiuta a staccare dal bisogno frenetico di riempire un vuoto.

- La curiosità che dona la possibilità di fare nuove esperienze, di provare il tuo IO in contesti e sotto punti di vista diversi per conoscerti meglio e scoprire nuovi aspetti del tuo essere. Anche attraverso queste esperienze riuscirai a capire il tuo scopo e a sentirti realizzato.


Ognuno ha tempi diversi, non esiste un tempo prestabilito per riconoscere il proprio Dharma. Purtroppo, al giorno d’oggi, le pressioni sociali quasi ci impongono la fretta di trovare una propria strada e hanno ricadute devastanti provocando ansia e senso di fallimento nelle persone.


Mantenendo uno stato di attenzione, però, puoi imparare a conoscere i tuoi veri punti di forza che, una volta visualizzati e sviluppati, ti aiuteranno a trovare il tuo vero scopo.


Una volta scoperto, seguilo e trova il modo affinché sia d’aiuto ad altri.


Questo percorso di consapevolezza è un viaggio attraverso sé stessi che ognuno intraprende a modo suo: c’è chi parte per paesi lontani, chi si focalizza sull’amore verso il prossimo, chi invece lo cerca nelle piccole cose di tutti i giorni. Non c’è un manuale e non ci sono istruzioni dettagliate; personalmente però la cosa che mi ha aiutato più di tutte è la meditazione. Bastano anche pochi minuti al giorno per riuscire a far “riposare la nostra mente”, generando un grande beneficio del quale non potremo fare più a meno. Se ti va, ho registrato alcune meditazioni completamente gratuite che ti possono aiutare ad approcciarti a questo percorso. Le trovi a questo link; fammi sapere se ti hanno aiutato a connetterti con te stesso e ad avvicinarti al tuo Dharma. Nel frattempo, ti auguro buon viaggio.


Namaste,


Francesca

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